Ospedale Niguarda – Tulip: Get a Chance

Un tema difficile come il disagio psichico.
Un racconto sottile e senza paure, fatto di testimonianze, pensieri e riflessioni.

In sintesi

TULIP voleva trasmettere ai non addetti ai lavori l’importanza dell’ intervento precoce della cura delle malattie mentali.

Soluzione: Don’t Movie ha realizzato una ricostruzione di testimonianze reali che, con toni pacati e sereni, hanno saputo trasmettere il messaggio unendo al linguaggio istituzionale anche forti emozioni.

Esito: Forte sensibilizzazione e trasmissione del messaggio verso il giovane pubblico di riferimento.

Il cliente

L’ Ospedale Niguarda Ca’ Granda è uno dei più grandi e importanti ospedali di Milano. PROGRAMMA 2000 opera a nel Dipartimento di Salute Mentale della struttura ospedaliera ed è il primo programma italiano di individuazione e intervento precoce all’esordio di malattie mentali.

Il progetto

L’iniziativa Tulip nasce nell’ambito del lavoro, ormai decennale, svolto dal Centro per l’individuazione e l’intervento precoce nelle psicosi – Programma 2000 del Dipartimento di Salute Mentale dell’A.O. Ospedale Niguarda Ca’ Granda. Tulip è un’ iniziativa  orientata verso i giovani che riscontrano psicosi mentali. Il loro programma pone l’accento sui bisogni di informazione, indirizzo e guida di questi giovani e delle loro famiglie.

Il partner

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con La Fondazione Milano – Scuole Civiche di Milano.

La richiesta

Il cliente aveva la necessità di trasmettere ai ragazzi tra i 17 e i 30 anni con esordio psicotico e alle loro famiglie un messaggio non facile: la psicosi mentale è una malattia come le altre, basta curarla per tempo.

La lavorazione

Abbiamo scelto di porre al centro dell’idea comunicativa le esperienze di coloro che hanno vissuto in prima persona le problematiche derivanti da questa psicosi. Le interviste, realizzate in location ampie ed ariose, trasmettono vitalità e speranza verso un problema che è risolvibile come qualsiasi altro. Le testimonianze dei veri ex pazienti sono state alternate a ricostruzioni di attori che hanno interpretato i pensieri e le emozioni dei soggetti che, per ragioni di privacy, non volevano esporsi in prima persona. I video presenta delle tinte pastello tali da sottolineare  sottolineano la positività del messaggio la freschezza e spontaneità degli intervistati