Pirelli – WeFeedTheFuture

Un evento unico, una vetrina mondiale, uno sponsor eccellente.

Quindici video per raccontare Expo 2015, i suoi padiglioni e i suoi valori.

In sintesi

Pirelli voleva raccontare l’esperienza di Expo 2015 attraverso l’innovazione, elemento di estrema importanza insieme al concept principale del nutrimento.

Soluzione: Don’t Movie, con la collaborazione di We Are Social e di due giovani talenti provenienti dall’Università di Princeton, ha realizzato dei contenuti video e fotografici all’insegna dell’innovazione e della sperimentazione per raccontare alcuni fra i principali padiglioni dell’esposizione

IL CLIENTE

Pirelli, fin dal 1872, è uno dei leader a livello mondiale nella produzione di pneumatici per automobili, moto e veicoli industriali. L’azienda, però, non si limita ad eccellere nella produzione, ma mostra da sempre il suo costante sostegno allo sviluppo culturale ed artistico tramite la Fondazione Pirelli, punto di riferimento per la promozione della cultura d’impresa contemporanea.

IL PARTNER

We Are Social è una conversation agency, con uffici a Milano, New York, Londra, Parigi, Monaco di Baviera, Singapore, Sydney e San Paolo. Il loro obiettivo è aiutare le marche ad ascoltare e comprendere le conversazioni che hanno luogo sui social media, per potervi prendere parte in modo attivo e rilevante. La loro missione è costruire un universo ‘social’ che possa arricchire l’unidirezionale comunicazione convenzionale.

LA RICHIESTA

Pirelli, tramite la collaborazione di due giovani talenti dell’Università di Princeton inviati in Expo in qualità di corrispondenti, ha realizzato una serie di articoli incentrati sull’innovazione relativi ai diversi padiglioni dell’esposizione.

Per sottolinearne le peculiarità è stato richiesto alla casa di produzione video Don’t Movie di realizzare dei contributi video e fotografici dedicati; un unico imperativo specifico: inserire a livello di linguaggio o tecnologie utilizzate degli elementi innovativi.

LA LAVORAZIONE

Durante Expo 2015, la casa di produzione video Don’t Movie ha effettuato numerosi sopralluoghi nei vari padiglioni, proponendo creatività specifiche per ogni padiglione.

Una volta approvata ogni singola idea, è stato stilato un piano di produzione tale da realizzare in circa 10 giornate di shooting i 25 output richiesti.

Essendo un progetto molto eterogeneo abbiamo dedicato una piccola descrizione ad ogni singolo video o gallery fotografica.

Unity in diversity

Il video riguardante il padiglione della Turchia ha la particolarità di essere un video a 360°, realizzato con l’utilizzo in sincrono di 6 GoPro, ognuna delle quali adibita alla ripresa di una porzione di spazio.

Grazie a questa tecnica innovativa, il video finale risulta essere navigabile: lo spettatore può immergersi completamente nell’esperienza visiva e orientare il proprio “sguardo virtuale” verso ciò che preferisce, servendosi sia del mouse che del giroscopio del suo smartphone, muovendosi in libertà all’interno del padiglione.

 

Coffee, mon amour!

Questo particolare video, realizzato in collaborazione con la talentuosa illustratrice Giulia Bernardelli, voleva raccontare il mondo attraverso l’elemento del caffè, denominatore comune di moltissime culture in tutto il mondo.

Le riprese sono state effettuate in studio, alternando time lapse, camera plongée e riprese macro, in modo da creare un efficace equilibrio fra l’attenzione ai minuziosi dettagli dei disegni ed il processo che ha portato al sorprendente risultato finale.

 

The music of bees

Il video del padiglione del Regno Unito è stato realizzato con un time lapse che mette in risalto l’alternanza giorno/notte ed i conseguenti cambiamenti che si verificavano nel padiglione stesso, collegato in tempo reale con un vero alveare a Nottingham.

La tecnica del time lapse, in questo caso, è stata realizzata processando e montando una serie di fotografie scattate in loco durante tutta la giornata, che condensano in pochi secondi l’evoluzione dell’alveare.

 

Italy and the world

Le riprese video di questo progetto sono state effettuate in alcuni dei luoghi più caratteristici di Milano, città ospitante dell’esposizione.

Per ricreare il cosiddetto effetto “little planet” sono state utilizzate 6 GoPro sincronizzate montate su di un supporto fornito ai corrispondenti di Pirelli, che si sono avventurati per le strade milanesi a bordo di due biciclette, riprendendo così tutto il loro percorso.

In fase di post produzione, grazie al software Autopano, le varie angolazioni di ripresa sono state montate in modo da creare una suggestiva inquadratura panoramica dall’alto, arricchita poi con delle didascalie informative sui luoghi attraversati.

 

Innovation and tradition in food production

Il video del padiglione della Cina è stato realizzato in FPV, first person view, una soggettiva che mostra il punto di vista dell’innovation team di Pirelli ed in particolare il percorso dalla sede principale dell’azienda fino ad Expo e la successiva visita al padiglione cinese.

Le riprese sono state effettuate tramite una GoPro posizionata sulla testa del protagonista che, muovendosi, riprendeva in modo automatico e naturale ogni suo gesto ed ogni particolare dell’ambiente circostante che i suoi occhi e quelli di ogni altro visitatore avrebbero potuto cogliere.

 

Innovating the cradle of civilization

Il video del Padiglione Zero è stato realizzato con l’ausilio di una fotocamera molto innovativa, la Lytro Illum: questo strumento è dotato di una particolare tecnologia chiamata “light field” e permette di realizzare delle fotografie estremamente dinamiche e ricche di informazioni visive, che possono essere successivamente manipolate con il software della fotocamera stessa in modo da creare diversi livelli di messa a fuoco e dei leggeri movimenti sulla parallasse.

Il risultato è un video formato dall’unione di singole fotografie che mostra le caratteristiche del padiglione in maniera dettagliata senza però risultare statico.

 

Preserving our culinary heritage

Il video del padiglione di Slow Food ruota attorno ad un quiz proposto ai due giovani corrispondenti Pirelli che, utilizzando il tatto e l’olfatto, dovevano riuscire ad indovinare alcuni alimenti racchiusi in alcune scatole.

Le riprese video sono state montate utilizzando la tecnica dello split screen, che consiste nel frazionare lo schermo in diverse inquadrature. Con questa tecnica è stato quindi possibile mostrare contemporaneamente, per esempio, le reazioni dei partecipanti ai diversi alimenti o soffermarsi su diversi dettagli nello stesso momento.

Per arricchire ulteriormente il prodotto finale sono state aggiunte delle grafiche in motion tracking che mostravano in anteprima allo spettatore i prodotti presenti nelle scatole ed aggiornavano il punteggio dei concorrenti.

 

World Access to modern energy

Il video del padiglione Wame, in linea con la mission dell’associazione stessa, punta a mostrare le conseguenze date dall’esclusione dall’accesso all’energia a cui una sempre maggior percentuale di popolazione è costretta a sottostare.

I due inviati di Pirelli sono stati “sfidati” a scrivere un articolo sull’argomento completamente al buio, senza conoscere la disposizione degli oggetti all’interno della stanza né i materiali messi a loro disposizione.

Il loro lavoro è stato ripreso da alcune telecamere ad infrarossi, ed in post produzione sono state aggiunte delle grafiche introduttive di spiegazione dell’operazione.

 

Finding Nemophilism

Il video del padiglione dell’Austria ruota attorno all’elemento dell’ossigeno: le riprese sono state effettuate all’interno della foresta ricreata nell’area espositiva, cercando di escludere ogni elemento che rimandasse alla presenza e all’intervento umano.

In fase di post produzione sono state poi aggiunte delle grafiche in motion tracking che recitano delle frasi sul tema e sul padiglione stesso.

 

The art in the machine

Il video del padiglione della Corea del Sud ha come elemento centrale la figura geometrica del cerchio: la si ritrova sia in molti elementi strutturali del padiglione stesso che in altrettanti richiami alla cultura e alla tradizione coreana.

Tramite un montaggio dinamico ed uno split screen animato, viene mostrato il passaggio fra tutti i diversi elementi, trasmettendo in modo efficace allo spettatore lo spirito del padiglione.

 

Solutions to sustain Brasil

Il video del padiglione del Brasile richiama il concetto di realtà aumentata: tramite l’utilizzo di un semplice artificio (una piccola cornice appositamente inserita e rimossa dalle inquadrature) sono state convogliate alcune informazioni sulle risorse rinnovabili con cui è stato costruito il padiglione, contribuendo quindi ad arricchire l’esperienza dello spettatore.

 

The grand subtle bézier

Il video del padiglione della Francia è stato realizzato nella sua parte esterna, formata da un grande giardino agricolo.

Le riprese sono state effettuate con una lente fisheye simulando il punto di vista di un’ape, ospite abituale ed esperta esploratrice di questo genere di ambienti. Tramite questo piccolo volo vengono mostrati man mano i vari prodotti tipici coltivati nel Paese, identificati anche da delle grafiche aggiunte in post produzione.

 

The best is yet to know!

Il video del padiglione del Kazakhstan mostra l’esperienza di Expo da un punto di vista del tutto inusuale: quello del padiglione stesso.

Alcune GoPro sono state posizionate in diversi punti strategici e caratteristici della struttura, riprendendo costantemente l’interazione del pubblico con i vari contenuti. In fase di post produzione, poi, sono state aggiunte delle grafiche esplicative che indicavano le azioni svolte dal pubblico ed i sensi entrati in gioco.

 

Finding a place in the world of food

Il video del padiglione della Malaysia è stato realizzato con una tecnica particolare, quella dell’hyperlapse, un time lapse in movimento realizzato su grandi distanze.

Dopo aver scelto un punto fisso all’interno della scena sono state scattate numerose fotografie in successione, spostando di alcuni centimetri l’occhio e la posizione della fotocamera.

A questi hyperlapse sono state alternate a degli inserti informativi sui principali obiettivi della politica sostenibile malaysiana.

 

Every last drop

Il video del padiglione della Germania è stato realizzato in FPV, first person view.

Il punto di vista utilizzato è quello di un comune visitatore di Expo che si avventura all’interno del padiglione tedesco.

Le inquadrature soggettive sottolineano in modo efficace l’interattività e la grande varietà di pannelli ed attività proposte, e le grafiche inserite in post produzione arricchiscono ulteriormente il video, spiegando via via le attività svolte e i prodotti presenti.

 

Pirelli: A story of Italian Excellence

Nell’area meridionale del Cardo, una delle due vie principali di Expo Milano 2015, è stata allestita la mostra “Pirelli: una storia d’eccellenza italiana”. All’interno dello spazio dedicato sono astate esposte alcune fra le eccellenze del mondo motori italiano: Ferrari, Lamborghini, Alpha Romeo, una leggendaria Lancia Stratos, moto Amg e Ducati… tutte gommate rigorosamente Pirelli.

Don’t Movie ha realizzato un video della mostra, concentrandosi sul marchio Pirelli e sul design delle vetture esposte. L’utilizzo di uno stabilizzatore su tre assi ha permesso di effettuare delle riprese attorno ai mezzi, oppure partendo dal basso in modo da esaltarne forme e prospettive. In fase di post-produzione si è scelto di evocare attraverso sound effects il mondo delle corse, mentre un gioco di accelerazioni e ralenti ha consentito di aggiungere dinamismo al prodotto finito.

 

 

 

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