Pirelli – The Art of Making Tyres

Chiudi gli occhi! Cosa immagini quando pensi all’arte?
Un video evocativo racconta l’eccellenza del polo industriale automatizzato Next Mirs di Pirelli.

In sintesi

Pirelli voleva: raccontare attraverso un video il processo industriale automatizzato del gommato Pirelli all’interno di Next Mirs e trattare la fabbrica al pari di un’opera d’arte, mostrandone gli aspetti più evocativi.

Soluzione: Don’t Movie, in piena libertà creativa, ha attivato 4 squadre di professionisti, una dedicata alla sola Next Mirs, per offrire efficienza, qualità produttiva e capacità di adattamento alle esigenze logistiche che una fabbrica altamente automatizzata comporta.

L’azienda

Pirelli, fin dal 1872, è uno dei leader a livello mondiale nella creazione degli pneumatici per automobili, moto e veicoli industriali. Il Next Mirs è un’innovativa tecnologia proprietaria di Pirelli, completamente robotizzata, per la produzione degli pneumatici Ultra High Performance dal 19 pollici al 23 pollici. Next Mirs, a Settimo Torinese, rappresenta una realtà capace di raggiungere grande flessibilità produttiva, qualità high performance, combinata ad efficacia e velocità.

Cosa è emerso dal brief con Pirelli?

Pirelli desiderava mostrare l’eccellenza della fabbrica Next Mirs, raccontandola come se fosse un’opera d’arte. L’intento era quello di lasciare libera la creazione, mettendo l’intera fabbrica a disposizione della troupe, per consentire al regista di immergersi in quell’atmosfera e trarre ispirazione dai movimenti attivati dal processo industriale completamente automatizzato. Nessuna linea guida precisa, solo l’attenzione al dettaglio, per finalizzare una narrazione armonica dell’Industria 4.0. The Art of Making Tyres è il frutto dell’ispirazione, nata da quell’atmosfera e dalla libertà di azione.

Quali soluzioni abbiamo adottato per le riprese video?

Girare in una fabbrica così estesa richiede uno sforzo produttivo importante, per questo ci siamo mossi con 4 squadre di lavoro e un intero camion di attrezzature da cinema, per offrire al brand un’efficienza massima.

L’azienda desiderava avere quanto più materiale possibile, compreso gli esterni e interni della fabbrica, time lapse in movimento, con l’obiettivo di creare anche una serie di video diversi dall’output principale – The art of Making Tyres – che rimane il video di punta.

Il focus non era descrivere, ma evocare, per questo il regista Jacopo Santambrogio ed il direttore della fotografia Marco Alfieri hanno studiato la fabbrica da varie angolazioni, cercando punti di vista diversi, per dare risalto ai movimenti coordinati dei bracci meccanici, ai controluce, ai dettagli della gomma che viene triturata o mescolata, all’acqua che cola da una macchina, piuttosto che ad atmosfere create dal fumo che fuoriesce dalle parti di cottura delle gomme. Il risultato? Robot, automazione, coordinamento, ritmo, integrazione di musica e immagini, colonna sonora.

Come si è svolta la lavorazione?

La squadra principale, che ha realizzato le riprese per The art of making Tyres, era composta da 7 persone e dedicata alla sola area automatizzata: il regista, che fungeva anche da coordinatore, il direttore della fotografia, l’elettricista, l’aiuto elettricista, il macchinista, l’aiuto macchinista e l’assistente di macchina.

 

Shooting: Coordinare una squadra in una fabbrica completamente automatizzata richiede concentrazione massima e capacità d’improvvisazione. Per creare l’inquadratura desiderata il regista doveva far adattare la produzione industriale alle esigenze di ripresa, per esempio richiedendo di posizionare i bracci meccanici in modo da riprendere il movimento che serviva cogliere, con le luci messe in modo tale da creare il controluce e la macchina del fumo attivata per riprodurre un effetto magico. La parte automatizzata della fabbrica è completamente chiusa alle persone, è un modello di sicurezza sul lavoro; quando le macchine sono in funzione, quell’area è vietata al personale. Impresa non facile per il regista e la troupe che dovevano impegnarsi a posizionare videocamere, luci, e tutto il materiale necessario ad impianto spento, per poi uscire dall’impianto e procedere con lo starter del movimento e della ripresa. La complessità maggiore è stata gestire le riprese, e preparare le azioni. In alcune aree abbiamo dovuto isolare degli elementi dallo sfondo, inserendo dei teli neri per oscurare parti della fabbrica e mettere in risalto nel video i movimenti scelti dal regista; la scena era puntualmente illuminata, in base alle indicazioni del direttore della fotografia.

A livello tecnico abbiamo girato con tutte attrezzature di qualità cinematografica, quindi macchina da presa, ottiche, luci daylight Hmi molto potenti, per illuminare grandi ambienti e grandi spazi, carrello e boroscopio.

 

Montaggio e colonna sonora: Quattro video editor hanno contribuito a dare corpo a 5-6 ore di girato, creando il concept giusto, integrato alla creatività copy da noi proposta. Il montaggio è partito proprio dallo studio dei suoni che sono stati armonizzati alle immagini, così da creare una colonna sonora originale; in base alla musica si è costruito il montaggio per poi di nuovo adattare la musica all’evolversi del montato. I suoni della fabbrica sono stati registrati in presa diretta da Giuseppe Ielasi, chiamato da Pirelli durante gli stessi giorni di shooting. Quindi sono stati inviati allo studio di postproduzione audio dove sono stati campionati, editati e utilizzati come veri e propri strumenti per dare vita alla base ritmica della colonna sonora, composta da Luca Cetro e Alessandro Angelini. Dopo aver analizzato il girato, il team di compositori ha selezionato i momenti topici del video, creando una sorta di macrostruttura che integrasse i movimenti meccanici all’alternanza dei diversi timbri degli strumenti e alle frasi musicali. Il montaggio ha seguito la composizione, enfatizzando le azioni e i suoni selezionati. Il risultato è una colonna sonora in cui l’orchestra virtuale e i suoni live si integrano per dare vita a un unico corpo musicale che sottolinea ed enfatizza le immagini.

 

Color Correction: In post è stato creato il look finale del video, grazie all’utilizzo del software Da Vinci.

Oltre a questa versione definitiva del video, sono stati realizzati vari tagli, che verranno utilizzati in futuro.

 

E poi?

Mesi dopo aver girato nella Next Mirs, il regista ha rigirato l’inquadratura finale, ricreando un set molto simile in un’altra location. L’obiettivo? Pirelli desiderava sostituire l’immagine finale della gomma con lo pneumatico Pirelli connesso,  presentato all’ultimo Salone di Ginevra.

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